KeRete

Vuoi digitalizzare la tua rete? Parti dagli autoriparatori!

Digitalizzare la rete: è l’obiettivo che molte reti autoriparative si sono date per sviluppare il business dei propri associati nell’arco dei prossimi anni. Sbagliando spesso però il punto di partenza, focalizzandosi cioè sugli strumenti da mettere a disposizione del network piuttosto che sulla crescita, propedeutica, delle competenze digitali degli associati.

L’approccio di KeRete è diverso. Digitalizzare la rete significa per noi innanzitutto valutare il livello di digitalizzazione di ogni singolo autoriparatore e, per ciascuno di questi, mettere a sua disposizione uno specifico piano che ne promuova una crescita progressiva e sostenibile. In questo articolo spieghiamo il nostro approccio.

La strategia per digitalizzare una rete deve partire dagli autoriparatori

Evoluzione della specie umana, fino all'Homo Digitalis

Il processo di digitalizzazione nella storia, dal cercopiteco all’Homo Digitalis.

KeRete oggi è conosciuta soprattutto per la sua Classificazione Professionale e per il recente lancio del portale RiparaSicuro.it.

Non tutti ancora sanno che KeRete è attiva anche sul fronte del supporto strategico alle aziende. Recentemente ha infatti messo a punto un processo per supportare i network che si sono dati come obiettivo la digitalizzazione della propria rete.

Abbiamo già altre volte sottolineato come gli autoriparatori non siano tutti uguali, nemmeno a livello di competenze digitali. E’ inutile cercarlo: non esiste uno strumento che possa essere mediamente adatto a tutti gli autoriparatori di una rete. Ecco perché il nostro processo parte sempre dall’analisi del livello delle performance e delle competenze digitali di ogni singolo autoriparatore.

Il check-up digitale di KeRete

Realizziamo innanzitutto un vero e proprio check-up digitale basato sull’analisi quali-quantitativa della presenza online di ogni autoriparatore, che può essere integrato con un breve questionario per approfondire tematiche specifiche. Con quest’analisi gli autoriparatori possono essere classificati in tre gruppi di base:

  • i digitally divided: in questo gruppo confluiscono i meccanici e carrozzieri che non sono presenti attivamente online, o che magari ritengono di esserlo perché il nome della propria azienda compare da qualche parte sul web;
  • gli sperimentatori: qui includiamo tutti coloro che hanno attivamente deciso di muovere i primi passi online, ma che ancora non dispongono delle conoscenze minime per potersi muovere correttamente;
  • i professionisti del web: in questo gruppo troviamo tutti coloro che sono attivi e dimostrano di saper utilizzare correttamente i diversi strumenti digitali utilizzati.

Gli autoriparatori digitally divided

Un vecchio carrozziere con la barba bianca lunga al lavoro

Ecco un esempio di autoriparatore Digitally divided della sotto-categoria “eremiti”.

Il primo gruppo, quello dei digitally divided, è forse il gruppo più delicato visto che contiene due categorie di autoriparatori apparentemente simili ma estremamente diverse fra loro: quelli che, per qualsiasi ragione, non sono interessati ad adeguare la propria attività sul fronte della comunicazione digitale e quelli che invece avrebbero voglia di realizzare questi cambiamenti, ma da soli non sanno come fare.

Al primo sottogruppo appartengono quelli che abbiamo definito i digitally divided eremiti: è importante immediatamente questa categoria perché da questi autoriparatori ben difficilmente si potrà cavare un ragno dal buco. Siccome sono proprio questi gli autoriparatori che più di altri rischiano di essere marginalizzati e di uscire progressivamente dal mercato, è bene tenerli in considerazione anche per altre valutazioni.

Al secondo sottogruppo, che abbiamo chiamato dei digitally divided interessati, appartengono invece quegli autoriparatori che dimostrano di avere bisogno di un aiuto esterno per riuscire ad adeguare la propria attività alle richieste del mercato. E’ importantissimo supportare questo gruppo non tanto con degli strumenti (che subito non sarebbero in grado di gestire) quanto piuttosto con un piano formativo di base con l’obiettivo di metterli in condizione di poter trovare informazioni e motivazioni per muovere i primi passi sul web.

Gli autoriparatori sperimentatori

In questo gruppo è possibile trovare gli sperimentatori pasticcioni, spesso accomunati dalla caratteristica di essere attivi in maniera quasi sempre esclusiva soprattutto su Facebook. Di solito non hanno il sito aziendale oppure, quelli che lo avevano, lo hanno abbandonato perché ritengono che il loro profilo Facebook intestato all’azienda sia più semplice ed economico da gestire. Li si riconosce perfettamente perché invece di promuovere l’attività della loro azienda non mancano mai di cercare di informare gli amici (che solo occasionalmente sono dei loro clienti) sulle loro serate in pizzeria con la famiglia o di condividere pensieri sulla loro squadra del cuore o sul loro movimento politico preferito.

In questo gruppo però è possibile trovare anche un’altra categoria di autoriparatori che sperimentano come i primi, ma con più attenzione al risultato finale: sono gli sperimentatori attenti. Spesso sono attivi su più di una piattaforma e sono perfettamente consapevoli di avere bisogno di un sopporto che li aiuti a razionalizzare e convogliare in maniera più ordinata ed efficace i loro sforzi online. Questa è la categoria ideale su cui lavorare per fare in modo che adottino nel migliore dei modi gli strumenti identificati dal network come i più adatti a raggiungere gli obiettivi di gruppo. Con il giusto supporto, in poco tempo saranno pronti a passare nella categoria dei professionisti.

Gli autoriparatori professionisti del web

Il gruppo che abbiamo definito come i professionisti del web è particolarmente importante, non solo perché misura quanti nella propria rete stanno già interpretando in chiave moderna il ruolo di autoriparatore 4.0, ma soprattutto perché essi rappresentano i migliori testimonial possibili per dimostrare agli altri come si usano i nuovi strumenti online e come ci si deve riorganizzare al meglio per ottenere i migliori risultati.

Formazione e coaching

Un omino stilizzato aiuta un altro omino a superare un ostacoloPer ciascun gruppo di autoriparatori con caratteristiche simili – e quindi sulla base delle esigenze specifiche di ciascuno – si dovranno dunque pianificare una serie di interventi:

  • di formazione continua: modulata in funzione delle esigenze di ciascun cluster e sulla base dei progressi concreti rilevati per ogni autoriparatore. Progressivamente, dopo le prime lezioni teoriche di base, si passerà a si imparare a utilizzare i principali strumenti online, da quelli di base a quelli più avanzati.
  • di coaching: a nulla vale fare formazione (lo sanno bene i concessionari) se poi non ci si cura di stimolare e verificare costantemente che quanto appreso sia scaricato a terra in maniera costante e corretta. Solo chi dimostrerà operativamente di aver raggiunto concretamente i propri risultati-obiettivo concreti potrà quindi accedere ai livelli di formazione successivi.

 

La digitalizzazione è un processo che richiede motivazione, tempo e costanza

Auto e meccanici connessi attraverso la telematica

Auto e consumatori connessi, qualità e valorizzazione del servizio: da che parte vuoi che stia la tua rete?

Tutte queste attività costano e hanno senso solo per quegli autoriparatori motivati e che ne percepiscono il valore e vogliono ottenere dei vantaggi per la propria attività. Inutile pensare di erogarle a pioggia a tutta la rete come spesso si è tentati di fare. Nel tempo, grazie soprattutto agli stimoli delle testimonianze e all’effetto traino dei professionisti del web, si cercherà di sollecitare e includere nel programma progressivamente anche tutti gli altri.

Il processo di digitalizzazione di una rete non si può risolvere con qualche ora di formazione estemporanea o fornendo a tutti un qualsiasi servizio online. Digitalizzare un autoriparatore o una rete è un processo che richiede tempo e che consiste nel trasformare un buon artigiano in un avveduto imprenditore che ha chiaro che il successo della sua azienda dipende dalla sua capacità di soddisfare le esigenze dei suoi clienti meglio di quanto sanno fare i propri concorrenti, in maniera economicamente sostenibile.

E’ facile capire che questo è un processo che richiede risorse, costanza e grande motivazione. Del resto, in palio, c’è il futuro della rete e di ogni singola azienda.

Sei interessato a digitalizzare la tua rete? Contattaci!

Questa è la vision di KeRete sulla digitalizzazione delle reti autoriparative. Tu che ne pensi? Facci conoscere la tua opinione inserendo un commento qui sotto o sulla nostra pagina Facebook.

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Daniele Rozzoni
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