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Da oggi periti e carrozzieri si stringono la mano – Intervista a Filippo Zaffarana

Filippo Zaffarana, presidente di Federperiti, spiega perché la Classificazione Professionale è lo strumento ideale per migliorare il rapporto fra i due mondi, che finora si sono tenuti a distanza.

Filippo Zaffarana - Presidente Federperiti

Filippo Zaffarana – Presidente Federperiti

Dottor Zaffarana, il suo esercito di esperti ha cominciato le perizie sui carrozzieri che hanno voluto classificarsi. Come avete accolto questa novità?

“Non possiamo parlare esattamente di una novità. Le verifiche nelle carrozzerie fanno parte della nostra attività di sempre. Nel passato le abbiamo espletate anche per le Compagnie di Assicurazione. Venendo ad oggi, è vero che di solito i periti si limitano a verificare e valutare i danni e altre situazioni legate alle singole riparazioni. Adesso si tratta di allargare la portata della professionalità e questo non può che fare bene a entrambe le parti.

Per quanto riguarda i periti, analizzare a fondo il contesto in cui avviene la riparazione significa capire meglio il riparatore e i suoi problemi, le difficoltà del suo lavoro, gli investimenti che ha sostenuto, le iniziative messe in atto per venire incontro ai suoi clienti”.

Questo vuol dire che la classificazione professionale è anche un momento di formazione per i periti?

“Più che formare è un modo di comprendere ed approfondire. Tutti hanno bisogno di aggiornarsi costantemente, ma ora hanno l’opportunità di conoscere a fondo tanti aspetti sia del loro lavoro che del lavoro dei carrozzieri che già conoscevano, ma che nel rapporto precedente non erano comprensionepresi nella giusta considerazione e quindi erano pressoché ininfluenti. Il fatto che un perito si renda conto e tocchi con mano che quel riparatore ha tutte le autorizzazioni, è in regola con le leggi, lo predispone in un modo completamente diverso rispetto a un altro che non è in regola. Da una parte ci sono gli interlocutori di livello, cui si deve stima, rispetto e riconoscimento. Dall’altra parte, è più facile rendersi conto se qualcuno di loro ha pretese fuori posto. Ci auguriamo inoltre che questo punto di vista venga anche recepito ampiamente dal mercato”.

Beh, quindi importantissimo! o no..?

“Certo! Perché secondo noi ha decisamente migliorato il rapporto fra periti e autoriparatori. Conoscenza e fiduciaConoscere a fondo vuole dire giudicare con altri occhi, vuol dire prendere in considerazione svariati aspetti che una volta forse venivano trascurati. Per esempio, di quante attrezzature dispone un autoriparatore, o come è strutturata l’officina, qual è il commisurato costo della manodopera. Molte volte le valutazioni erano il risultato di un processo empirico, ossia parametrando singoli casi concreti. Ora la valutazione risulta da un’analisi sistemica, quindi è sicuramente più oggettiva. In poche parole, il risultato è un dato e non una valutazione molto soggettiva”.

Quali sono i dati che emergono dalle prime verifiche?

“Il dato principale è lo stimolo a migliorare. Il riparatore prende coscienza del proprio stato, e del fatto che se vuole mantenere o migliorare la propria posizione all’interno del mercato, in un momento di concorrenza così feroce, deve correggersi, migliorare, magari anche con uno sforzo, ma l’obiettivo del corretto posizionamento sul mercato è troppo importante, direi, essenziale”.

Perché ha scelto di aderire al progetto KeRete®?

“Quando mi è stato prospettato, ero perfettamente cosciente dell’importanza e della stretta connessione tra il mondo peritale e quello riparativo.

Condividere informazioni oggettive aiuta la comprensione reciproca e lo sviluppo della fiducia tra le parti.

Condividere informazioni oggettive aiuta la comprensione reciproca e lo sviluppo della fiducia tra le parti.

Da sempre siamo sulla stessa barca, eppure guardare queste due realtà, finora, ha significato vedere rispettivamente il bicchiere mezzo vuoto da una parte e dall’altra parte vederlo mezzo pieno. A partire da oggi, con l’occasione delle classificazioni professionali, abbiamo l’opportunità di avere la stessa visione, di guardarlo tutti e due dalla stessa parte. Quello che voglio dire è che il rapporto fra i due mondi può essere vantaggioso per entrambi e credo che ora sia arrivato il momento perché questa opportunità si realizzi”.

Che cosa si può ancora migliorare?

“Quando ci è stato presentato il questionario, siamo rimasti sorpresi dalla complessità, dalla numerosità e dalla profondità delle sue domande (le oltre 100 domande che KeRete® sottopone ai carrozzieri per classificarli, ndr). Rispetto ad altre esperienze simili su cui abbiamo lavorato, comportano un impegno in termini di tempo e attenzione decisamente superiore”.

Quindi il questionario di KeRete® è troppo difficile?

“No, anzi. Per i carrozzieri è una nuova esperienza, che permette loro di rendere conto al mercato se hanno ottemperato a determinate prescrizioni, se hanno messo in atto soluzioni innovative dotandosi di nuove attrezzature. Come ho già accennato, prima una valutazione di tutto questo era frutto di buon senso, intelligenza, improvvisazione, empirismo. Oggi, invece diventa una conseguenza di un’analisi logica, documentale, e tecnica. Un tempo vigeva Pirandello e si recitava a soggetto, e quindi in pratica si improvvisava, ora parliamo di presa di coscienza”.

Non c’è il rischio che gli autoriparatori si sentano messi sotto esame?

Autovalutazione

La Classificazione Professionale aiuta ad auto-valutarsi e a migliorarsi.

“Assolutamente no. Questa operazione è anche e soprattutto a loro vantaggio, perché rendendosi conto del proprio livello, dei propri punti di forza e delle proprie debolezze, sono stimolati a modificarsi e a razionalizzare i loro processi là dove ce ne fosse bisogno, o a sforzarsi di mantenere la propria posizione là dove fosse già a un buon livello. Se interpretano e affronteranno la classificazione professionale in questo modo, non solo ne faranno un’esperienza più che positiva, ma sarà il trampolino per conquistare ulteriori fette di mercato”.

La redazione di KeRete.it

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