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Agenti assicurativi e autoriparatori si estingueranno insieme.

Pasquale Caterisano è un consulente e formatore digitale specializzato nel settore assicurativo. Fa un po’ il mestiere, nel suo settore, che faccio io in quello autoriparativo.

Qualche mese fa ha pubblicato un articolo sconsolato, ma che personalmente condivido in pieno, intitolato “GLI ASSICURATORI ED IL TIFO SCOMPOSTO CONTRO IL PROGRESSO TECNOLOGICO“. E’ breve, ma anche diretto come è giusto che sia. Per comodità lo copio e incollo, carrozza inclusa, qui sotto:

Alquanto triste il tifo sui social network di molti “assicuratori”, alla notizia della chiusura (a loro insaputa temporanea), del comparatore di polizze auto di Google in Usa e UK,  unitamente al giubilo per l’incidente della stessa google car in guida autonoma contro un autobus.

Una carrozza del 1800Stesso retropensiero, conservatore di privilegi e status quò, di alcuni famosi personaggi del passato, che a loro tempo battezzarono come inutili e passeggere, invenzioni quali l’automobile, il computer e internet: dei “fenomeni” a tutti gli effetti.

Altresì in questi giorni mi è toccato ascoltare da “direttori qualcosa” di alcune compagnie assicurative, che “i social network non servono per vendere le polizze”.

Un paese allo sbando si vede anche da certe attestazioni, ognuna nella propria categoria di appartenenza e tutte insieme nella nemesi di conservazione medievale di prebende ad ogni livello che sta definitivamente strozzando questo paese.

Tutti colpevoli, nessuno escluso. Vittime di noi stessi. Meritiamo l’estinzione.

Assicurazioni e autoriparazione: così diversi, così simili

Il settore assicurativo e quello autoriparativo sono come il cane e il gatto, ma in fondo funzionano nella stessa maniera.

Una delle cose che li accomuna di più è la loro incapacità di innovare e l’assenza di attenzione alle esigenze dei rispettivi clienti. Entrambe interpretano il loro mestiere come facevano 100 anni fa e ogni ipotesi di evoluzione del servizio è una scocciatura che è bene non menzionare nemmeno. Entrambi stanno completamente ignorando, per non dire boicottando, la richiesta dei consumatori di trasparenza, di informazioni oggettive e di nuovi servizi resi attraverso le nuove piattaforme digitali.

La concorrenza: la grande assente

Quando dei settori interi possono permettersi di rifiutare in blocco di evolvere il livello dei propri servizi nonostante la domanda prema, significa una sola cosa: in quei settori non c’è concorrenza. C’è dell’altro: sono settori che hanno come prima preoccupazione la conservazione delle rispettive rendite di posizione.

Quando la concorrenza è libera e leale gli operatori ogni mattina si svegliano con una sola cosa in testa: soddisfare le esigenze dei clienti meglio e in maniera più efficiente dei propri concorrenti. Nel settore autoriparativo e in quello assicurativo è evidente invece uno sforzo generale nella direzione opposta: fare tutto il possibile perché nel mercato cambi il meno possibile e semmai il più tardi possibile.

Agenti e autoriparatori: le vere vittime del sistema

Le grandi aziende dei mercati assicurativo e autoriparativo hanno enormi responsabilità. Fanno di tutto perché i loro autoriparatori e agenti non evolvano, non capiscano, non si sforzino di fare di più nell’interpretare e nel rispondere alle esigenze dei propri clienti: l’importante è che “producano”, che vendano polizze e ricambi come hanno sempre fatto, fino a che non troveranno canali più efficaci.

Quando sarà evidente l’inadeguatezza degli autoriparatori e degli agenti attuali, perché per stare sul mercato sarà indispensabile saper fornire servizi in un certo modo e anche sapersi valorizzare e promuovere online, verranno progressivamente sospinti ai margini e sostituiti con operatori più adeguati. Nel settore autoriparativo i 50-70.000 autoriparatori attuali sono una enormità. Fra poco, con la rivoluzione dell’Internet delle cose, il car sharing e tutto il resto, ne basteranno molti di meno: quelli che resteranno saranno solo quelli capaci di offrire servizi a 360 gradi, dimostrare con i fatti una efficienza e una professionalità decisamente superiore. L’attenzione alla soddisfazione della clientela non sarà un optional, ma il punto centrale attorno a cui verterà la valutazione dell’operatore.

Agenti e autoriparatori, loro, non non hanno ancora capito che la rivoluzione industriale in atto, quella del 4.0, li mette nelle stesse condizioni degli operai quando si realizzarono le rivoluzioni industriali precedenti (quella delle macchine a vapore, dei motori elettrici e a scoppio e quella dell’informatica): fra un po’ moltissimi di loro saranno semplicemente inutili perché sovrabbondanti e soprattutto non riqualificabili. Non capiscono che la soluzione non è negare o frenare il progresso, ma cercare di adeguarsi per cercare di restare sul mercato e progredire. E per restare sul mercato bisogna darsi da fare su tanti fronti, incluso capire che il loro primo patrimonio aziendale non è la loro capacità tecnica, ma la relazione con i loro clienti. L’unica cosa della quale oggi non riescono ad occuparsi nemmeno per sbaglio.

L’evoluzione estingue chi non sa o non vuole adattarsi

Arrivo quindi alla stessa conclusione del post di Pasquale: se sei un autoriparatore o un agente e ancora oggi non hai ancora capito che per restare sul mercato è indispensabile cambiare il modo con cui lavori e ti interfacci con i tuoi clienti, è giusto che tu ti estingua. E’ triste forse, ma questo mondo non fa più per te.

Sono troppo apocalittico nelle mie conclusioni? Sei convinto che alla fine, come sempre, per la tua azienda non cambierà niente e tu te la caverai come è sempre successo negli ultimi 20-30 anni? Fammi sapere come la pensi.

Daniele Rozzoni

Agenti assicurativi e autoriparatori si estingueranno insieme.
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