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Adolescenti distratti e incidenti in auto

Chiacchierare con gli altri passeggeri, usare il telefonino, cercare qualcosa nell’abitacolo, truccarsi o guardarsi nello specchietto retrovisore: sono solo alcune delle cause più comuni degli incidenti fra gli adolescenti. L’americana AAA Foundation for Traffic Safety (Fondazione AAA per la sicurezza del traffico) ha realizzato un video (vedi più sotto) diventato velocemente virale che dimostra la pericolosità delle distrazioni alla guida dei neopatentati.

Le cause più frequenti degli incidenti fra gli adolescenti

La Fondazione AAA è stata fondata nel 1947 per condurre ricerche su come limitare le problematiche legate agli incidenti sulle autostrade americane. Da allora ha sviluppato moltissimi progetti volti a scoprire le cause degli incidenti, a prevenirli e a limitare i danni alle persone quando questi accadono.

Per gli adolescenti 6 incidenti su 10 sono causati da distrazione alla guida

Per gli adolescenti 6 incidenti su 10 sono causati da distrazione alla guida

A marzo 2015 ha pubblicato il suo ultimo studio rivolto a indagare quali siano le cause più frequenti degli incidenti che coinvolgono gli adolescenti (16-19 anni) che, negli Stati Uniti rappresenta la classe demografica più a rischio e che provoca quasi 3.000 morti l’anno. Vale la pena ricordare che in USA, con qualche limitazione, la patente per condurre autoveicoli può essere concessa anche a chi ha compiuto 16 anni.

Ebbene, lo studio ha fatto molto scalpore perché mentre un’indagine precedente della NHTSA (una società di studi e ricerche che si pone obiettivi simili) aveva stimato nella distrazione il 14% fra le cause degli incidenti dei neopatentati, secondo la Fondazione AAA la distrazione ne causa quasi il 60%. Questa percentuale sale addirittura all’89% degli incidenti avvenuti in fase di partenza del veicolo e 74% di quelli avvenuti in retromarcia.

L’indagine ha riguardato oltre 1700 incidenti di autisti adolescenti che, grazie a uno specie di “video-scatola nera” ormai molto diffusa (e che sarà descritta meglio nel prossimo paragrafo), è in grado di valutare la condotta di guida del conducente nei 6 secondi precedenti e nei 6 secondi successivi all’incidente.

In breve, ecco l’elenco delle principali distrazioni che causano più frequentemente incidenti fra gli adolescenti:

  • interagire con uno o più passeggeri: causa il 15% degli incidenti
  • utilizzo del cellulare: ne causa il 12%
  • cercare qualcosa nell’abitacolo: ne causa il 10%
  • guardare qualcosa fuori dall’abitacolo: ne causa il 9%
  • cantare/ballare con la musica: ne causa l’8%
  • truccarsi/guardarsi nello specchio retrovisore: ne causa il 6%
  • prendere un oggetto: ne causa il 6%
Usare lo smartphone alla guida: una delle cause di incidente più comuni.

Usare lo smartphone alla guida: una delle cause di incidente più comuni.

Sarebbe interessante capire se questi numeri si discostano molto dalle cause degli incidenti provocate da altre classi di automobilisti: dalla mia personale (ancorché limitata) casistica temo che molti di quei comportamenti siano comuni anche fra molte altre classi di età.

La DriveCam, la video-scatola nera.

Foto della Drivecam americana

La DriveCam americana

Nel Nord America le tradizionali scatole nere di tipo Obd già da diversi anni possono essere integrate con registratori di immagini che si applicano allo specchietto retrovisore che riprendono le immagini sia di quello che avviene frontalmente sia di quello che avviene all’interno dell’abitacolo (per approfondire, qui trovate il link alla società leader). Banalizzando molto, questi prodotti mantengono in memoria solo gli ultimi secondi di registrazione che precedono e che seguono un evento “critico” registrato da un accelerometro: una brusca frenata, un impatto, un’accelerata, una curva pericolosa e così via.

Lo strumento aveva subito avuto grande successo tra le famiglie con adolescenti che, in tempo reale, potevano valutare lo stile di guida dei figli e seguirne spostamenti e peripezie: i neo patentati controllati da un tale “grande fratello” erano stati costretti ad adottare uno stile di guida decisamente più responsabile per evitare di passare dei guai a casa. Ma ovviamente questa soluzione è stata immediatamente fatta propria dalle compagnie assicurative e dalle grandi flotte di autotrasporti: le prime per valutare classi di rischio in maniera più puntuale e per valutare nel merito le responsabilità degli assicurati alla guida in caso di sinistro (con questo sistema è decisamente più difficile riuscire a denunciare incidenti fasulli); le seconde per poter valutare e ottimizzare gli stili di guida dei propri driver.

Sistemi simili, che si limitano a riprendere le immagini all’esterno dell’abitacolo sono molto diffuse in diversi Paesi. Uno dei più noti è certamente la Russia di cui abbiamo tutti visto le raccolte degli incidenti più incredibili diffuse tra Youtube e Facebook.

RoadScan ProE in Italia? Da noi queste soluzioni cominciano a diffondersi, in particolare fra le aziende di trasporto pubblico e nelle flotte aziendali. Questo sistema sembra particolarmente apprezzato dai professionisti perché premia chi guida prudentemente e rispettando le norme del codice della strada, inchiodando i furbetti alle loro responsabilità.

Noi siamo favorevoli alla diffusione di questi strumenti, a condizione che i dati raccolti possano essere letti e utilizzati non solo da una parte (come può avvenire oggi quando la scatola nera è installata dalla compagnia assicurativa o dal datore di lavoro) ma anche dall’autista. E voi, come la pensate?

(La redazione di KeRete)

 

 

Un intervento su “Adolescenti distratti e incidenti in auto

  1. Laura

    Interessante. Mi sono sempre chiesta se la fascia di età che arriva a 26 anni sia effettivamente quella più a rischio. A giudicare dalle statistiche, si direbbe di sì. Però credo anche io che i moderni strumenti di controllo di cui parla questo articolo debbano essere imposte anche agli adulti. La distrazione non è un’esclusiva degli adolescenti.

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